Nell’ufficio postale di Babbo Natale inizia il gran da farsi

  • Alla posta centrale di Babbo Natale, a Rovaniemi, ogni anno arrivano mezzo milione di lettere da diversi posti del mondo.
  • Tutta la posta viene aperta e suddivisa. Parte delle lettere vengono conservate nell’archivio della provincia di Oulu.

Hämeen sanomat, Leena Talvensaari, LM

Le studentesse dell’università di Lappi, Jonna Kumpulainen (sx) e Jonna Koivukangas (dx), nelle mansioni di ogni anno, durante lo stage lavorativo nella posta centrale di Babbo Natale, godono dell’atmosfera natalizia. La responsabile degli aiutanti di Santa Claus, Katja Tervonen, guida le ragazze nell’apertura delle lettere e nella loro gestione. FOTO: Anssi Jokiranta.

Sulla busta è disegnato un personaggio dal naso rosso, con buona volontà si potrebbe interpretare come renna. Nell’indirizzo è segnata solo una parola: Lapland. Ciò è bastato per far trovare alla lettera la strada dall’Inghilterra a Rovaniemi.

– I lavoratori postali di diverse parti del mondo sanno bene che Babbo Natale abita in Finlandia. Grazie a ciò molte lettere trovano la giusta destinazione fin qui da noi, nonostante manchi il giusto indirizzo, racconta Katja Tervonen.

Tervonen, coordinatrice degli aiutanti di Babbo Natale, è la responsabile alla vendita nell’ufficio postale centrale ed ha curato la circolazione delle lettere già per un quarto di secolo. In posta arrivano messaggi indirizzati a Babbo Natale tutto l’anno, ma il momento più caotico è nelle settimane dell’avvento. Per cui le settimane più frenetiche sono tutt’ora in corso.

– Ogni tanto capita che arrivano talmente tante lettere che le portano da noi con il carrello. Nel carrello stanno 20 scatole e dentro ad ognuna di esse stanno circa 1500 lettere o cartoline. Quindi al giorno possono arrivarne addirittura 30 000, dice Tervonen.

 

Le lettere sono eccezionale patrimonio culturale.

Katja Tervonen, responsabile alla vendita nell’ufficio postale centrale di Babbo Natale.

 

Ogni anno il vecchio dalla barba bianca riceve in totale circa mezzo milione di buste da diverse parti del mondo. All’ufficio postale centrale la gestione della posta significa grande lavoro: ogni lettera viene aperta e separata dalle altre a seconda del paese di provenienza.

– Le lettere sono eccezionale patrimonio culturale. Da queste si comprende cosa si pensa di Babbo Natale nel resto del mondo e cosa si desidera da lui ricevere, riferisce Tervonen.

Le lettere di Babbo Natale sono considerate talmente importanti come patrimonio culturale che già da 20 anni vengono conservate nell’archivio personale di Santa Claus, custodito nell’archivio della provincia di Oulu. Ogni anno la posta spedisce all’archivio 3000 – 4000 lettere. Ogni cinque anni si archivia un campione maggiore di circa 10 000 articoli.

– Le lettere scelte per l’archivio rappresentano l’intera stagione nel maggior modo esaustivo possibile. Sono, altresì, presenti lettere di ogni paese da cui sono state inviate, afferma la responsabile dell’archivio, elfa della posta, Riitta Mattila.

La posta nell’archivio di Babbo Natale è liberamente accessibile a tutti. Mattila è a conoscenza del fatto che, in particolare gli studenti, si sono serviti dei messaggi postali per scrivere le proprie tesi.

La gestione della posta è un lavoro che porta via tanto tempo. Per via del budget limitato la posta è stata obbligata a pensare come organizzare il lavoro e a come finanziarlo. Almeno per il momento, il lavoro viene comunque svolto e qui intervengono gli aiuti di più partner di collaborazione, alle quali viene data una piccola ricompensa.

L’anno scorso le lettere venivano gestite dagli studenti della scuola di turismo di Lappi. Quest’anno ne risponde l’associazione insegnante della stessa scuola.

Per cercare di non spendere troppo, la posta ha dovuto limitare il numero di lettere a cui rispondere. In precedenza l’ufficio postale inviava nel mondo persino 40 000 lettere di risposta all’anno, ma la scorsa primavera si è deciso di scendere a 10 000. Secondo Katja Tervonen il motivo di ciò è che, salvare decine di migliaia di indirizzi necessita forza lavoro di più persone addirittura per tre mesi.

– Le lettere di risposta sarebbero buone pubbliche relazioni per il Babbo Natale finlandese, ma la posta non ha abbastanza risorse per gestire la situazione da sola. Servirebbero anche altre imprese, ma per il momento non si sono ancora trovati volontari.

Tervonen ci ricorda comunque che, solitamente, non si aspetta una risposta da Babbo Natale, quindi la diminuzione delle lettere di risposta non dovrebbe portare delusioni. La lettera, invece per chi la riceve, è un’allegra sorpresa, specialmente quando vengono spedite all’inizio dell’estate, quando il Natale sembra lontanissimo.

– Spediamo volentieri lettere di risposta specialmente alle scuole e agli asili. In questi luoghi una lettera porta allegria a molti bambini, spiega Katja Tervonen.

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